Descrizione

Qualsiasi tipo di intervento chirurgico che si fa sul colon-retto in chirurgia “aperta” sia per patologia benigna (malattia diverticolare, morbo di Crohn, colite ulcerosa, polipi) che maligna, può essere oggi effettuato con tecnica mininvasiva mininvasiva con una degenza che va dai 5 ai 7 giorni.
Gli interventi laparoscopici per tumore maligno sono sovrapponibili in termini di radicalità oncologica a quelli eseguiti con la tecnica tradizionale ad addome aperto. La visione anatomica dello spazio ristretto vicino al retto è laparoscopicamente di gran lunga superiore a quella ottenibile a cielo aperto, permettendo accurate dissezioni. Questo vantaggio specifico e non ultimo l’approccio multidisciplinare (radio-chemioterapia preoperatoria), consentono di eseguire interventi per tumori molto vicini allo sfintere anale, conservando quando possibile il medesimo ed evitando la creazione di una derivazione fecale (stomia) definitiva. L’ amplificazione dell’ immagine permette inoltre di identificare con precisione e quindi risparmiare i nervi deputati alle funzioni vescicale e sessuale (“nerve sparing”), nell’ ottica di ottenere una riduzione delle complicanze della sfera genito-urinaria.
Per l’ asportazione del pezzo di intestino mobilizzato per via laparoscopica, è necessaria una minilaparotomia di circa 5 cm che viene praticata allungando la incisione per il trocar periombelicale, più precisamente in sede sovra-ombelicale in caso di interventi sul colon dx e in sede sotto-ombelicale per interventi sul colon sx e retto.
Per le neoformazioni del retto disponiamo di una tecnica denominata TEM (Transanal Endoscopic Microsurgery) che ne consente l’ escissione locale ed è applicata sia in caso adenomi sessili a larga base di impianto non asportabili endoscopicamente che di adenocarcinomi allo stadio iniziale. Viene eseguita per via endoscopica transanale mediante uno speciale rettoscopio operatorio che consente interventi anche per tumori molto vicini allo sfintere anale, conservando quando possibile il medesimo ed evitando la creazione di una stomia definitiva. Quando il margine inferiore di una neoplasia maligna è situato entro i 2 cm dalla linea dentata è indicata una amputazione addomino-perineale sec Miles, ma per tumori tra i 2 e i 6 cm dalla linea dentata entra in gioco la possibilità che il moderno approccio multidiscliplinare radio-chemioterapico-chirurgico, possa salvaguardare la funzionalità sfinteriale. Praticata l’ escissione locale della neoformazione, si sutura la breccia. Ne deriva per questi pazienti la possibilità di poter coniugare il rispetto dei criteri della radicalità oncologica con i vantaggi della chirurgia mininvasiva. Trattandosi di una tecnica mininvasiva rispettosa della integrità anatomica, funzionale e psicologica del paziente, il trauma chirurgico è infatti ridotto al minimo, con trascurabile dolore postoperatorio (spesso addirittura assente nelle localizzazioni medio-alte), anticipata mobilizzazione, precoce ripresa della funzionalità gastro-intestinale, bassa morbilità, degenza di 24-48 ore e assenza di cicatrici.

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