Descrizione

Un altro importante aspetto della chirurgia mininvasiva è quello del suo ruolo diagnostico nella stadiazione oncologica-ematologica e nell’ ascite di origine sconosciuta.
E’ opportuno ricordare che il chirurgo che interviene quotidianamente sui pazienti neoplastici si trova frequentemente di fronte a grandi discrepanze tra le indagini preoperatorie e i reperti intraoperatori. Le attuali metodiche diagnostiche per immagini (ecografia, TAC, risonanza magnetica), nonostante la loro accuratezza, hanno un limite di risoluzione che non permette diagnosi di certezza e/o l’ esclusione di lesioni maligne inoperabili (adenopatie neoplastiche, metastasi, carcinosi peritoneale, infiltrazioni di strutture oltre i limiti della operabilità) e che pertanto non hanno ridotto l’ incidenza di laparotomie esplorative inutili che comportano una diagnosi più invasiva, complicanze associate, degenza più lunga e, come risultato finale, costi maggiori.
Ben si comprende allora come la laparoscopia si possa collocare a pieno diritto anche nell’ iter diagnostico delle stadiazioni addominali. La stadiazione laparoscopica di malattie oncologiche ed ematologiche eseguita routinariamente comprende oltre l’esecuzione di ecografia laparoscopica di contatto con sonde lineari laparoscopiche da 7.5 MHz, il prelievo di linfonodi patologici e di campioni tissutali per esame istologico. Peraltro dopo la fase diagnostica, sempre laparoscopicamente, si può procedere nel caso del riscontro di lesioni operabili con l’ intervento chirurgico.

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